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Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde

di Francesco Canetta

Non ho mai amato la lettura. Il cinema, la musica sono molto più immediati. Coinvolgono molti più sensi. Un libro richiede concentrazione, attenzione, energia. Anche il solo sforzo di reggerlo tra le mani, di sfogliarne le pagine, non può competere con la dolce inazione con cui si guarda un film o si ascolta un brano musicale. Non ho mai amato la lettura. Eppure ho sempre cercato nei libri le risposte alle mie domande.  Ho letto Lo straniero di Camus perché aveva ispirato una delle canzoni che amavo di più: ero convinto che leggendolo il testo mi sarebbe apparso finalmente chiaro. Fossi nato vent'anni dopo avrei letto Orwell: mi piacciono i Muse. Leggevo avidamente. Alla fine di ogni pagina correvo a quella successiva, sempre curioso e sempre deluso. Cercavo risposte, ma le mie domande erano così confuse, le mie letture così disordinate; se anche avessi incontrato qualcosa di diverso senz'altro non lo avrei riconosciuto. Non ho mai amato la lettura finchè non ho preparato il mio esame di maturità. L'ho preparato insieme alla mia professoressa di lettere del biennio e ad un mio caro amico. Nella vita di chi ama la lettura compare sempre una professoressa di lettere oppure un caro amico. Io sono stato fortunato, li ho avuti tutti e due. Di quel mese di studio, l'unico in cinque anni, ricordo un brano: l'uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello. Lo abbiamo letto ad alta voce e il mio rapporto con la lettura ha preso un altro corso. Ascoltando le parole scritte, o leggendole con energia per portarle in vita, il racconto si animava e lasciava apparire non solo la storia ma anche tutto ciò che lo scrittore aveva rinchiuso in essa. Appariva, per la prima volta, il mondo interiore dell'autore. Era questa, alla fine, la risposta che cercavo. "Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde". Ho trovato questa frase in un libro che non mi stanco mai di rileggere: Castelli di Rabbia, di Alessandro Baricco. Per me ci sono voluti anni, ma alla fine il mondo della lettura si è dischiuso ai miei occhi e le mie letture si sono fatte ancora più disordinate. Ho letto biografie di personaggi famosi come Hemingway e di personaggi di secondo piano come Suze Rotolo. Ho letto saggi di economia e libri di viaggio. Ho letto romanzi e manuali. Per quanto appartengono a generi diversi, però, tutte le mie letture sono legate da un unico filo. In ogni libro cerco sempre e solo una cosa: la sincerità dell'autore. Cerco la capacità di descrivere senza veli e senza trucchi, cerco la capacità di guardare senza pregiudizi e di raccontare senza paura; che sia un viaggio, una storia inventata, la propria vita o quella di una celebrità. Ogni parola scritta contiene qualcosa di intimo e di prezioso: la propria verità. Anche queste che stai leggendo ora. Le parole custodiscono ancora prima di comunicare. Per questo amo la lettura.



franz 

Francesco ha il fenotipo mediterraneo: viene regolarmente scambiato per uno del posto in tutti i paesi che si affacciano sul mediterraneo. Disgraziatamente lavora per una multinazionale tedesca da quindici anni. È sposato, ha due figli, due gatte e un cane. Ha troppi hobby e poco tempo per coltivarli, per questo motivo suona male il basso, ha imparato a cucinare solo due o tre piatti, ha l’orto in continuo rifacimento, il prato pieno di erbacce, non padroneggia ancora la posizione yoga di Shavasana e in bici non regge più di trenta chilometri. Per la Fondazione Lucrezia Tangorra monta mobili e scrive contenuti digitali, con uguale passione ed efficacia.

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